Sono arrivato

Fare la valigia mi mette in agitazione, da sempre. Viaggiare mi piace ma preparare le cose da portarsi dietro è fonte di angosce.

All’ora di pranzo eccomi a Pisino. Non sono da solo, mi accompagna la Factory, ovvero un gruppo di amici che sostituisce la mamma al primo giorno di scuola. La città è piccola, tutta raccolta intorno al centro storico, ma un fatto mi colpisce subito: la biblioteca è l’edificio più grande e imponente.

Ovviamente non ha il fascino della Casa degli Scrittori che si trova a pochi passi dal castello medievale e con una vista mozzafiato sulla voragine naturale della foiba nel cui fondo scorre il torrente. Il balconcino del monolocale in cui abiterò si affaccia sulla vegetazione che discende in basso verso l’enorme grotta. Proprio dall’altra parte dello strapiombo c’è l’unico hotel di Pisino, Lovac, che ha anche un ristorante panoramico dove ho assaggiato gli gnocchi col tartufo, buonissimi. Da lì ho scattato la foto che pubblico: proprio al centro, sopra gli alberi, spunta la mia casetta.

In serata la Factory mi lascia e io, sistemando vestiti e libri, sento di colpo la voglia di riguardare “2046”, il film di Wong Kar-wai che racconta di uno scrittore e del suo romanzo erotico ambientato nel futuro.

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