Riflettere sui propri libri

Ieri sera si è tenuto un incontro pubblico alla Casa degli Scrittori di Pisino. In quanto ospite in residenza, sono stato io a fare gli onori di casa e a presentare i miei lavori.

Liana Dikovic e Iva Ciceran mi hanno posto domande e hanno parlato dei miei libri. Dalla chiacchierata sono emerse delle osservazioni a cui spesso non bado. Ad esempio è stato evidenziato come i rapporti familiari siano quasi sempre al centro delle mie storie, e di questo sono consapevole. Vicende familiari che tratto in maniera insolita e che diventano delle saghe pop o dei reality letterari. Mi ha fatto sorridere, invece, accorgermi che sono frequenti dei rimandi alla religione: suore, particole, vescovi compaiono spesso in quel che scrivo, visti in una chiave surreale, ironica, non classica. Gli anni di scuola dalle suore devono aver ben imbevuto il mio bagaglio personale.

Al termine dell’incontro Davor Sisovic, giornalista del quotidiano Glas Istre, mi ha raccontato di libri e romanzi che parlano di Pisino. In particolare ne ho scoperto uno, “L’uomo dal desiderio d’amore lontano” di François-Régis Bastide, che reinventa l’Istria degli anni Ottanta trasformandola nell’immaginaria Villanovia, crogiolo internazionale proprio nel cuore di un’Europa preunitaria, e donando una nuova e vivace identità letteraria anche a Pisino, chiamata col suo nome tedesco: Mittelburg.

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