Le gazze

Sulle cime degli alberi, alcuni quasi a secco di foglie, si rincorrono le gazze. Sono uccelli eleganti: un po’ di bianco stacca nel nero piumaggio, e spesso nel becco riluccica qualcosa, il cibo del momento o un oggetto rubato. Nel cielo di Pisino abbondano le gazze. Ne vedo anche gruppi molto numerosi.

Hanno due grosse qualità le gazze. Prima di tutto non si sentono quasi, solo nel campanile del duomo si rintanano a volte di sera e fanno schiamazzo. Per il resto del tempo non ci si accorge di loro. La seconda qualità è che non hanno confidenza con l’uomo e si tengono sempre a debita distanza.

Niente a che vedere con i volatili a cui sono abituato io: colombi e gabbiani. Aggressivi ed eccessivamente urbanizzate entrambe le specie, sono uccelli con cui è diventato difficile andare d’accordo, almeno a Trieste.

La passeggiata che ho fatto oggi al tramonto è servita a schiarire le idee e a meditare su alcuni dettagli di scrittura. Il progetto di tre storie a cui lavoravo da diverso tempo è praticamente finito, devo solo rileggere, correggere, rifinire. Anche la storia per ragazzi che ho inventato qui durante la residenza è in dirittura d’arrivo. Dai miei quaderni di appunti ho spuntato ogni pagina: il grosso del lavoro è terminato. La Casa degli Scrittori concilia la concentrazione e insieme alla nebbia salgono dalla roccia carsica positivi influssi creativi.

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